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Informazioni generali

Si tratta di un progetto della Fondazione Dialogo – Campus per la democrazia, in collaborazione con La gioventù dibatte in Germania. Lo scopo del progetto La gioventù dibatte è quello d’insegnare al maggior numero di giovani di tutta la Svizzera a dibattere e a divertirsi nella pratica dello scambio di opinioni. Difatti non può esistere una buona politica senza dei dibattiti di qualità.

Gli adolescenti, a partire dalla classe 3° delle scuole medie fino al completamento delle medie superiori, imparano a dibattere in primo luogo a scuola.

Per imparare a dibattere é disponibile materiale per gli allievi ed un quaderno d’accompagnamento per i docenti. Tutto il materiale è ottenibile in tedesco, francese ed italiano (in formato elettronico: formato pdf).

Vengono proposti corsi e seminari in tutta la Svizzera. Lo scopo di queste offerte è di trasmettere ai docenti la sicurezza necessaria per affrontare dei dibattiti in classe.

Il progetto è sostenuto dalla Conferenza Svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE), come pure dalla Confederazione e da molti cantoni.

Il progetto é realizzato grazie al sostegno dalle seguenti fondazioni: Fondazione del Giubileo del Credit Suisse Group, Fondazione Ernst Göhner, Fondazione Sophie e Karl Binding.

Il patrocinio del progetto é stato assunto dalla signora Isabelle Chassot, direttrice della Conferenza svizzera dei Direttori cantonali della Pubblica Educazione (CDPE) e Consigliera Cantonale del canton Friborgo.

Il Consigliere di Stato Walter Straumann, in qualità di presidente della Fondazione Dialogo, ha ripreso la direzione generale del progetto La gioventù dibatte. Il direttore del progetto è Rolf Walker, responsabile per i progetti didattici della Fondazione Dialogo. Il direttore pedagogico é Christian Graf, docente di scuola media e Ideatore di progetti pedagogici.

La gioventù dibatte in Germania è un progetto della fondazione di utilità pubblica Hertie, ed è patrocinato dal presidente tedesco.

 

Alcuni cantoni sostengono La gioventù dibatte anche finanziariamente

Hanno assicurato un contributo al progetto (stato al 16 di marzo 2009) i seguenti cantoni:

  • Basilea città
  • Friborgo
  • Grigioni
  • Sciaffusa
  • Obvaldo
  • Vallese
  • Zurigo
  • Aargovia
  • Ticino
  • Turgovia
  • Soletta
  • Ginevra
  • Svitto
  • Giura
  • Nidvaldo
  • Glarona
     
 
 
 


Informazioni per le scuole

Il progetto La gioventù dibatte desidera sostenere i docenti di scuole medie e medie superiori interessati ad introdurre nella loro classe il dibattito e la retorica.
 
Il materiale pedagogico per la scuola media è specificamente ideato per l'impiego a partire dalla 3° media. I singoli esercizi, nonché il dibattito secondo le regole di La gioventù dibatte (senza quaderno di lavoro) si possono usare secondo le capacità degli allievi già a partire dalla 1° media.

Un quaderno d’accompagnamento aiuta a preparare e mettere in atto il dibattito in classe.

La parte scolastica intende sostenere attivamente il maggior numero di giovani che frequentano le scuole medie e medie superiori nello sviluppo:
 

-

della facoltà di espressione orale

 

criteri: capacità di esprimersi e di convincere gli altri

-

della comunicazione con gli altri, in particolar modo reagire a quanto espresso dalla controparte e attesa della sua reazione, imparare ad ascoltare e a rispondere
 

 

criterio: capacità di dialogare

-

della conoscenza e delle capacità in materia di informazione, di ricerca, di giudizio e di argomentazione su temi di attualità

 

criterio: conoscenza dei fatti

 
 
Il concorso mira a
 

-

Riunire giovani dai 13 ai 20 anni di tutta la Svizzera per il piacere di dibattere
 

-

evidenziare e coltivare la pluralità linguistica svizzera, per esempio seguendo dei dibattiti in un’altra lingua nazionale;
 

-

Aumentare l’interesse nel pubblico per dei dibattiti accattivanti e di qualità superiore.

 
     
 
 
 


Domande e risposte


Per quale livello scolastico si addice questo progetto?
 
La gioventù dibatte va bene sia per la scuola media che per la scuola media superiore.
 
Per quali materie è pensato?

Con le sue domande specifiche, il dibattito rende possibile confronti approfonditi nell’ambito di qualsiasi materia scolastica. Infatti solo chi si è informato a priori sulla domanda controversa, può impegnarsi a fondo e partecipare attivamente ad un dibattito. Pertanto i dibattiti possono essere preparati e svolti praticamente in tutte le materie d'insegnamento.
 
Che tipo di supporto è previsto per i docenti interessati?

Per il progetto è messa a disposizione una documentazione scritta:

Quaderno d’accompagnamento per i docenti
Quaderno di lavoro per la scuola media
Quaderno di lavoro per la scuola media superiore

L'esperienza indica che i docenti lavorano meglio con il materiale e il programma d'insegnamento se loro stessi hanno potuto svolgere gli esercizi ed i dibattiti. A questo scopo La gioventù dibatte offre corsi e sedute di presentazione.

Sedute di presentazione: qui si impara a conoscere il progetto;
Corsi giornalieri: qui si impara a conoscere il materiale e gli esercizi di lavoro acquisendo esperienza nei dibattiti.

Potete richiedere degli esperti di progetto. Voi fornite i partecipanti ed i locali, noi vi forniamo il programma.

Contattateci
 
Questo progetto significa lavoro ed obblighi supplementari per i docenti?

Il docente che vuole introdurre il dibattito nel suo insegnamento non necessita di maggior tempo di preparazione del solito. Al contrario: il quaderno d’accompagnamento contiene proposte dettagliate per la concezione delle 8 a 14 lezioni previste allo scopo. Gli allievi e le allieve che desiderano partecipare al concorso nazionale necessitano però dell’appoggio morale dei loro docenti.
 
Da cosa si distingue il dibattito dalla discussione?

Il dibattito e la discussione si distinguono fra di loro nella forma della domanda e nella funzione. In una discussione la domanda può essere posta in modo diretto e ne si cerca il chiarimento, per es.: Che cosa significa BSE? Da dove proviene il terrorismo internazionale? A queste domande si può rispondere in vari modi. Nella discussione, si cerca soltanto di far capire meglio il tema, indipendentemente dal giudizio personale.

In un dibattito la domanda è esposta in modo indiretto e si cerca una risoluzione, per es.: Si dovrebbe promuovere una legge per proteggersi dalla BSE (il morbo della mucca pazza)? Per questo tipo di domanda la risposta può esprimere solo un parere favorevole o contrario. Si cerca di valutare gli argomenti pro e contro un provvedimento o una regolamentazione per prendere poi una decisione basata su delle argomentazioni valide.

Le discussioni ed i dibattiti non si escludono a vicenda! Entrambi servono al dialogo, a condizione che si possa distinguerli (se si confrontano le fasi del dibattito come praticato da La gioventù dibatte, si nota che la libera discussione è sovente un dibattito). Nella vita quotidiana la discussione ed il dibattito si confondono o s’intrecciano fra loro senza distinzione. Ne conseguono spesso discussioni inconsistenti o che non avanzano.

Nei dibattiti si deve sempre prendere posizione?

Sì. Le domande del dibattito sono sempre delle domande che esigono una risposta in un senso o nell’altro. Ci si deve pertanto decidere. La posizione scelta non dev'essere necessariamente la propria, si può anche sostenere una tesi, come farebbe un avvocato. Chi però volesse astenersi, deve sapere che il non decidersi significa lasciare le cose così come sono! L'astensione ha l'effetto di un ‚no‘ nei confronti di un cambiamento. Allora si può anche benissimo argomentare contro.

Si deve sempre motivare la propria opinione?

Sì. Se ci si pronuncia soltanto mediante delle affermazioni, gli ascoltatori non possono capire quali siano le motivazioni a favore dell'opinione affermata. È pertanto nel proprio interesse spiegare agli altri le motivazioni per le quali si sostiene questa o quell’opinione.

Cosa si intende per «buon» argomento?

Nel dubbio sono validi tutti gli argomenti che si basano su opinioni riconosciute. «Le opinioni riconosciute sono quelle considerate giuste da tutti o dalla maggior parte degli esperti e sono anche quelle ritenute giuste dagli specialisti maggiormente rinomati e considerati tali.» (Aristotele)

Nei dibattiti politici sono particolarmente validi gli argomenti che si riferiscono ad esigenze, valori o principi basilari della costituzione, sempre che per gli ascoltatori sia ben comprensibile che cosa si intende con questi termini.

Per esempio una buona argomentazione alla domanda nel dibattito se l'eutanasia dovrebbe essere permessa, è la seguente: „Sì, perché ogni persona umana dovrebbe aver il diritto di poter decidere autonomamente sui provvedimenti da adottare in merito alla propria salute e alla propria vita, fintanto che ciò non danneggi altre persone.” L'argomento è valido perché riguarda un diritto basilare, ossia la libertà personale.

Che valore hanno gli esempi?

Gli esempi indicano di cosa si sta parlando, per questo motivo gli esempi sono molto importanti. Spesso però prendono in considerazione un singolo caso. Sono quindi utili per evidenziare, ma non esprimono la globalità dei casi. È difficile dimostrare qualcosa attraverso un esempio. È meglio portare un contro-esempio: serve a smantellare preconcetti e affermazioni generali.

Si deve sempre contraddire la controparte?

No. Se la controparte esprime un’opinione su cui si concorda, si puo’ senz’altro esprimere la propria approvazione. Sottolineare una convergenza d’idee genera fiducia e distende il dibattito, permettendo così di concentrarsi veramente sulle questioni più discordanti. Contraddire è utile quando permette di fornire un elemento critico a ciò che è stato detto e non quando è unicamente dettato dall’ostinazione di avere un opinione contraria.

Si deve trovare un compromesso alla fine del dibattito?

No. E’ più importante mettere in rilievo le motivazioni della propria posizione. Ad una domanda posta, si può rimanere con opinioni differenti. Per questo motivo ci sono sempre oratori pro e quelli contro. Finché non si chiariscono le divergenze di opinione, ogni compromesso é prematuro. Non risolverebbe la controversia, ma la nasconderebbe. Una vera e propria convergenza d’opinioni arriva a tempo debito, sovente dopo più di 12 minuti.
 
Si può vincere un dibattito?

No. Un dibattito dovrebbe permettere al pubblico di farsi un’opinione propria, meglio se questa è raggiunta alla fine del dibattito stesso. I protagonisti offrono agli ascoltatori la possibilità di ottenere tutte le informazioni necessarie per potersi forgiare un’idea propria sul tema di discussione.

Questa regola deve essere rispettata anche durante il concorso: si possono conseguire successi solamente insieme ai propri interlocutori, non contro di essi. Per questo motivo, accanto alla valutazione individuale del dibattito, esiste anche una valutazione del dibattito nel suo insieme.

Nei dibattiti devono essere rappresentate sempre ambedue le parti?

Si, assolutamente, altrimenti non sarebbe possibile realizzare un dibattito. Nel dibattito vige il principio: „Nessun discorso senza arringa“, il che significa che si può far chiarezza su una domanda specifica, soltanto se ambedue le parti sono rappresentate e se le posizioni si contraddicono.

Chi può partecipare al concorso La gioventù dibatte?

Il concorso La gioventù dibatte é aperto a tutti i giovani delle scuole medie e medie superiori.

Quali sono i criteri di valutazione?

I criteri di valutazione sono: competenza, capacità di espressione, capacità di dialogare e forza persuasiva. Il test di prova si trova nel materiale pedagogico.

Per il concorso si possono utilizzare annotazioni preparate in anticipo?

No. Un dibattito si fonda sulla spontaneità e sullo scambio diretto tra i protagonisti. Per questo motivo nei dibattiti del concorso La gioventù dibatte non è permessa alcuna documentazione preparata in anticipo. Durante il dibattito è però permesso prendere appunti.

Si può fare il discorso di apertura avendolo imparato a memoria?

Sì. Però bisogna essere coscienti che i discorsi imparati a memoria sono oltremodo svantaggiosi se non si ha la capacità di distaccarsi da essi durante il dibattito. Si è più convincenti se ci si esprime liberamente, ribattendo alle argomentazioni degli altri protagonisti in modo spontaneo.

Occorre preparare sempre ambedue le parti?

Sì. Solo così si può sapere quali potrebbero essere gli argomenti utilizzati dalla controparte e dove saranno messi gli accenti forti del dibattito.

Si può cambiare opinione durante il dibattito?

In linea di massima, se nella fase finale le argomentazioni della controparte sono state convincenti, si puoi cambiare opinione. Questa possibilità é soprattutto riservata ai dibattiti limitati ad una piccola cerchia di persone dove ognuno sostiene la propria opinione e dove non è presente il pubblico. L'obiettivo di questo tipo di dibattito é di convincersi a vicenda ed é quindi pensabile che la controparte riesca a convincere. In dibattiti di maggior rilievo però, i protagonisti devono sovente sostenere un’opinione di parte che non è la propria. Hanno inoltre il compito di sostenere la posizione assunta nel modo più convincente possibile. Certi dibattiti hanno come obiettivo quello di permettere al pubblico di prendere una decisione, mettendo possibilmente in luce tutti gli aspetti della questione. In questo caso non ha molto significato cambiare la propria opinione alla fine.

Si é informati in anticipo sulle domande presenti nel dibattito?

Chi si iscrive al concorso di La gioventù dibatte, viene informato tempestivamente sulle domande scelte per il dibattito, in modo da potersi preparare al meglio per ambedue le posizioni. Però la parte da sostenere verrà comunicata solo poco prima del dibattito.